Nera e bellissima
Attendo tutti i giorni il momento in cui la vedrò di nuovo.
Mi sveglio al mattino pensando a lei. Mi da la carica per la giornata. Entra nella mia testa e una felicità strana mi avvolge. Riuscite ad immaginare qualcosa che, quando è nei vostri pensieri, crei una sorta di cortocircuito cerebrale, portando il vostro corpo e la vostra mente in uno stato di quiete, di felicità, di passione. Uno stato in cui tutto è perfetto, una condizione quasi soprannaturale. Provate a pensarci ora. Raddoppiate quella sensazione e avrete una vaga idea di come mi sento in quei momenti. Ho lei nella testa. Un sorriso mi si stampa in volto. Chi mi sta intorno potrebbe pensare sia impazzito. È così. Il mio cervello non è ancora in grado di controllare quella incredibile sensazione. Io, non voglio controllarla.
La giornata finisce ed esco dall’ufficio, pregustando il momento in cui i mie occhi si poseranno su di lei. Ogni giorno è un film diverso, i protagonisti sono sempre gli stessi e così anche il finale: lei è mia. Mentre la mia mente vaga in luoghi lontani il corpo mi conduce automaticamente alla stazione.
Eccola di nuovo, nera e bellissima. Potrei usare infiniti aggettivi ma non saranno mai abbastanza per descrivere le emozioni che suscita.La guardo attraverso la vetrina del negozio. I miei occhi sono fissi su di lei. Niente può distogliermi da quella visione. Potrebbe piovere a dirotto, grandinare, nevicare e io sarei comunque li, ad osservarla, a trascorrere quei pochi minuti di agitazione sensoriale.
La sinuosità delle sue curve assorbe lo sguardo che si concentra sulla sua figura elegante.
È la perfezione. Mi chiedo chi può essere l’autore di un simile capolavoro. Non esistono esseri umani capaci di tanta precisione, talento e creatività. Deve essere un prodotto divino, proveniente da un altro mondo. Creato da esseri con capacità superiori alle nostre. Gli sguardi si incrociano e un incendio mi scoppia nel petto . Nascondere l’emozione è impossibile. Il calore si propaga su fino alla gola. Cerco di pensare ad altro ma distogliere l’attenzione è impossibile. Il calore riempie tutto il corpo mentre sento distintamente un bruciore alla bocca dello stomaco. Sono rapito. Mi sento come un bambino che vede l’oggetto che ha sempre desiderato e rimane ore a fissarlo, creando milioni di mondi diversi nella propria testa, immaginando il momento in cui potrà finalmente averlo tra le sue mani. La visione del film mentale stampa un sorriso sul mio volto.
Una melodia squarcia il fracasso della strada. È la sua voce! Dolce, intrigante, sensuale. È una sirena che mi ipnotizza. Ritorno alla realtà e capisco che qualcuno sta interagendo con lei. Quel qualcuno non sono io! Improvvisamente un misto di rabbia e delusione mi sorprendono e involontariamente busso un paio di colpi alla vetrina. Il padrone del negozio, che assiste ormai da mesi a questa scena, si alza scocciato dalla sedia dietro al bancone, esce dal negozio e con tono aggressivo mi dice: Aò, so du mesi che vieni qua a guardà sta chitara. Nun l’ho ancora venduta perchè m’hai assicurato che taa compri tu. Mo te rode pure si quarcuno la usa!. Ah bello, te dico na cosa, o taa compri adesso o a vendo a quell’artro brutto ch’a sta a provà.
Te do dieci minuti per pensàcce, o te piji a chitara o too piji ner c..
Con un gesto della mano lo interrompo. Lo guardo negli occhi e senza dire una parola entro nel negozio. Mi avvicino al tipo che la sta provando e gli dico: è mia. Lui capisce e me la porge.
Ora sei tra le mie mani, nera e bellissima. Le emozioni che immaginavo nei sogni sono persino amplificate nella realtà. Tocco delicatamente le sue corde e mi sciolgo nel piacere di sentire la sua voce calda penetrarmi nel petto e giù fino allo stomaco. Esco dal negozio, finalmente con lei tra le braccia, con un sorriso soddisfatto.Lei è mia.
L'intenzione di questo post era quella di parlarvi di una cosa (una chitarra) facendovi credere che stessi parlando di qualcos'altro (una ragazza). Ci sono riuscito?
Mi sveglio al mattino pensando a lei. Mi da la carica per la giornata. Entra nella mia testa e una felicità strana mi avvolge. Riuscite ad immaginare qualcosa che, quando è nei vostri pensieri, crei una sorta di cortocircuito cerebrale, portando il vostro corpo e la vostra mente in uno stato di quiete, di felicità, di passione. Uno stato in cui tutto è perfetto, una condizione quasi soprannaturale. Provate a pensarci ora. Raddoppiate quella sensazione e avrete una vaga idea di come mi sento in quei momenti. Ho lei nella testa. Un sorriso mi si stampa in volto. Chi mi sta intorno potrebbe pensare sia impazzito. È così. Il mio cervello non è ancora in grado di controllare quella incredibile sensazione. Io, non voglio controllarla.
La giornata finisce ed esco dall’ufficio, pregustando il momento in cui i mie occhi si poseranno su di lei. Ogni giorno è un film diverso, i protagonisti sono sempre gli stessi e così anche il finale: lei è mia. Mentre la mia mente vaga in luoghi lontani il corpo mi conduce automaticamente alla stazione.
Eccola di nuovo, nera e bellissima. Potrei usare infiniti aggettivi ma non saranno mai abbastanza per descrivere le emozioni che suscita.La guardo attraverso la vetrina del negozio. I miei occhi sono fissi su di lei. Niente può distogliermi da quella visione. Potrebbe piovere a dirotto, grandinare, nevicare e io sarei comunque li, ad osservarla, a trascorrere quei pochi minuti di agitazione sensoriale.
La sinuosità delle sue curve assorbe lo sguardo che si concentra sulla sua figura elegante.
È la perfezione. Mi chiedo chi può essere l’autore di un simile capolavoro. Non esistono esseri umani capaci di tanta precisione, talento e creatività. Deve essere un prodotto divino, proveniente da un altro mondo. Creato da esseri con capacità superiori alle nostre. Gli sguardi si incrociano e un incendio mi scoppia nel petto . Nascondere l’emozione è impossibile. Il calore si propaga su fino alla gola. Cerco di pensare ad altro ma distogliere l’attenzione è impossibile. Il calore riempie tutto il corpo mentre sento distintamente un bruciore alla bocca dello stomaco. Sono rapito. Mi sento come un bambino che vede l’oggetto che ha sempre desiderato e rimane ore a fissarlo, creando milioni di mondi diversi nella propria testa, immaginando il momento in cui potrà finalmente averlo tra le sue mani. La visione del film mentale stampa un sorriso sul mio volto.
Una melodia squarcia il fracasso della strada. È la sua voce! Dolce, intrigante, sensuale. È una sirena che mi ipnotizza. Ritorno alla realtà e capisco che qualcuno sta interagendo con lei. Quel qualcuno non sono io! Improvvisamente un misto di rabbia e delusione mi sorprendono e involontariamente busso un paio di colpi alla vetrina. Il padrone del negozio, che assiste ormai da mesi a questa scena, si alza scocciato dalla sedia dietro al bancone, esce dal negozio e con tono aggressivo mi dice: Aò, so du mesi che vieni qua a guardà sta chitara. Nun l’ho ancora venduta perchè m’hai assicurato che taa compri tu. Mo te rode pure si quarcuno la usa!. Ah bello, te dico na cosa, o taa compri adesso o a vendo a quell’artro brutto ch’a sta a provà.
Te do dieci minuti per pensàcce, o te piji a chitara o too piji ner c..
Con un gesto della mano lo interrompo. Lo guardo negli occhi e senza dire una parola entro nel negozio. Mi avvicino al tipo che la sta provando e gli dico: è mia. Lui capisce e me la porge.
Ora sei tra le mie mani, nera e bellissima. Le emozioni che immaginavo nei sogni sono persino amplificate nella realtà. Tocco delicatamente le sue corde e mi sciolgo nel piacere di sentire la sua voce calda penetrarmi nel petto e giù fino allo stomaco. Esco dal negozio, finalmente con lei tra le braccia, con un sorriso soddisfatto.Lei è mia.
L'intenzione di questo post era quella di parlarvi di una cosa (una chitarra) facendovi credere che stessi parlando di qualcos'altro (una ragazza). Ci sono riuscito?
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